Escursioni

Ad Oira si può trovare una tratto ancora percorribile del percorso della via del Gries, strada che prende nome dal suo punto culminate il Passo Gries (2479 m).

Si tratta di un itinerario commerciale che congiungeva Milano a Berna: dalla Lombardia, passava per le zone del Lago Maggiore e dell’Ossola, raggiungeva il Vallese attraverso il Passo Gries e giungeva infine nell’Oberland Bernese, a Berna.

La transitabilità carovaniera e il controllo dei valichi fu sempre garantita nonostante gli avvicendamenti climatici, le tempeste politiche, le guerre e le epidemie. Già nel 1397 furono stipulati contratti per garantire la transitabilità di questa strada commerciale. Verso i mercati d'oltralpe venivano trasportati sale, segale e frumento, riso, sete, spezie e in particolare vino, di cui la Val d'Ossola era una forte produttrice.

Verso sud venivano portati sui mercati italiani formaggi, bestiame, trementina, pelli e lana oltre ad oggetti di artigianato.

La fortuna del Gries in epoca medievale fu determinata anche dalle condizioni climatiche favorevoli, che rendevano praticabili i passi anche d’inverno.

Lungo la via del Gries furono creati punti di sosta e di controllo delle merci, presenti a Crevoladossola, a Crodo, a Premia dove esisteva l’Ospizio di San Bernardo, a Ponte, a Canza e al Passo San Giacomo. Sul percorso venne realizzato un sistema di fortificazioni e di torri di controllo.

Tratti di quest’antichissima strada mulattiera sono ancora oggi visibili e percorribili ed è possibile seguire l'itinerario escursionistico sugli antichi sentieri. 


Gries: una via per l’Europa

Il Passo del Gries, a 2479 m di quota tra la Val Formazza e l'Alto Vallese, costituì per cinque secoli la via più diretta fra la pianura lombarda e la Svizzera centrale. Da Milano a Berna, dal Mediterraneo alle pianure dell'Europa centrale, attraverso il Gries transitarono uomini, merci, idee. Fu una strada commerciale, una carovaniera percorsa da lunghe file di muli carichi di merci. Da nord scendevano bestiame, pelli e formaggi (lo “sbrinz” dell'Oberland Bernese), ma anche prodotti di lusso come i cristalli di Engelberg. Da sud salivano i panni e le sete lombarde e soprattutto il vino dell'Ossola esportato fino alla corte di Francia.
Il 12 agosto 1397, a Munster, capoluogo del Goms, patria d'origine dei Walser, si riunirono i rappresentanti dell'Ossola e della Val Formazza con quelli della città di Berna, dell'Abbazia di Interlaken, delle comunità dell'Hasli e del Goms per firmare una convenzione che garantisse il comune impegno nell'apertura di una strada commerciale tra Milano e Berna. Una grande via nel cuore dell'Europa: 600 anni fa. Il contratto prevedeva la costruzione e la manutenzione di una strada che dal Grimsel, attraverso il Gries, giungesse in Ossola per favorire particolarmente i commerci tra il nord e la Lombardia. Ognuno si impegnava nella buona tenuta ed il controllo della viabilità per la propria zona: i bernesi sino al passo del Grimsel, dove proprio in quegli anni sorgerà un ospizio, gli uomini di Munster dal Grimsel al Gries, ed i formazzini sino al passo. Furono dettate anche le norme relative ai dazi da riscuotere, e la sicurezza del transito che ogni comunità doveva fornire.

 

Via Sbrinz / Sbrinz Route
Il processo di recupero della memoria storica e lo spirito di collaborazione ancora vivo tra le popolazioni di montagna di qua e di la della frontiera, hanno contribuito alla recente rivalutazione di questa antica Via Storica: la Via del Gries è entrata a far parte dal 2002 di uno dei 12 Itinerari Culturali di interesse nazionale della Svizzera. L’itinerario si chiama “Via Sbrinz” o “Sbrinz Route”, un viaggio in sette tappe da Lucerna a Domodossola per chi, al passo lento delle montagne, vuole riscoprire l’emozione di camminare sui sentieri della storia.
Ogni estate, come rievocazione storica, l’itinerario viene percorso da una carovana di muli e merci.
www.sbrinz-route.ch 


Il percorso della Via del Gries, tranne il tratto del passo del Gries, si snoda prevalentemente in fondovalle, attraverso i centri abitati e in prossimità della viabilità principale (SS659). Le numerose possibilità di alloggio e ristorazione lungo la valle consente di scegliere la lunghezza delle tappe a seconda del proprio livello di preparazione. Da Crevoladossola a Ulrichen bisogna comune prevedere un minimo di 3 tappe. Ma per chi vuole camminare con lentezza, alla scoperta delle meraviglie naturali, storiche e culturali della valle si consiglia di effettuare il cammino in 4 tappe:

Tappa 1: Crevoladossola - Baceno

Tappa 2: Baceno – Ponte (Formazza)

Tappa 3: Ponte - Riale

Tappa 4: Riale – Passo del Gries (2479) – Ulrichen (CH)

 

Per scoprire la Via del Gries in territorio di Crevoladossola è consigliato un percorso ad anello tra Crevoladossola e Oira. L’itinerario principale (codice sentiero G00) della Via del Gries passava basso lungo il F. Toce toccando la località Solaro e Canova. Una variante (codice sentiero G00b) passa più alta a metà versante dalle frazioni Bisogno e Preminoira. Un’altra variante parte dall’uscita Montecrestese della superstrada SS33 del Sempione (314 m) e risale la cosiddetta Valle dei Cani fino a Lomese e Chezzo raggiungendo Pontemaglio lungo una splendida mulattiera con lastre ciclopiche (codice sentiero G00a). 


Via del Gries: Crevoladossola – Oira - Pontemaglio

Luogo di partenza: Crevoladossola (Piazza Municipio, raggiungibile in bus della linea Domodossola – Formazza)
Itinerario: Crevoladossola – Bisogno – Preminoira – Oira – Arzalö - Pontemaglio – Arzalö – Canova – Solaro – Centrale ENEL – Chiesa di Crevoladossola
Dislivello in salita: 200 m
Dislivello in discesa: 200 m
Lunghezza: 8,4 km
Tempo dell'intera gita: 2 h 20
Difficoltà: E (medio-facile)
Sentieri: G00b – G00e – G00

 

 

A Oira è presente un tratto dell'antica via Francisca che risaliva la Valle Antigorio verso i passi alpini. Il percorso della strada, dominata dai gruppi abitativi della Villa superiore e della Villa di mezzo, giunta a Canova risaliva e, passando sotto lo sperone della Pioda, raggiungeva la Palude (Paù) per dirigersi ad Arzaloo e giungere a Pontemaglio.

Questa strada si teneva ben al disotto del tracciato attuale, più in vicinanza del Toce ed attraversava, con un percorso assai accidentato, tutta la zona del macereto che sta al piede della montagna e lungo il quale gli oiresi avevano ricavato i campi più produttivi, adatti specialmente alla coltivazione della vite.

Lungo questo percorso, oltre i segni evidenti dell’antica struttura, la via Francisca ha subito quel fenomeno di sacralizzazione, tipico della cultura religiosa cristiana, che è rappresentato dalle cappelle. Venendo da Crevola la prima si incontra in località Arvoira, il cui toponimo indica il luogo dove veniva praticato il pascolo turnario delle capre, un’altra poco dopo un antico cascinale prima di incontrare la deviazione che porta, salendo, alla villa Superiore. Raggiunta Canova, sempre in discesa, la via Francisca è ancora segnalata dalla terza cappella alla Paù (Palude), da quella successiva di Arzaloo e infine da quella presso il ponte di Pontemaglio distrutta nel secolo appena trascorso.

Questo percorso della vecchia strada di Antigorio, praticabile solo ai pedoni ed alle bestie da soma, offre punti di notevole interesse naturalistico e storico.

Molto importante infatti risulta la tessitura dei muri entro cui questa strada è stata realizzata. Con un’accorta tecnica e con una sapiente utilizzazione dei materiali esistenti, i primi dissodatori di questa zona, che l’hanno tracciata attraverso macereto fluvioglaciale oltre due millenni fa, riuscirono a costruire muri di contenimento assai solidi e muri di recinzione dei poderi vignati o coltivati, capaci di resistere alle incombenti e accidentali frane, facilmente ipotizzabili in quella zona.

Interessante e sapiente fu l’uso della posa delle pietre a spinapesce o a "serrata", come viene detta dai locali, applicata per lunghi tratti del muro disposto a delimitare la via Francisca. Questa disposizione delle pietre infatti assicura grande stabilità all’insieme ed ai singoli elementi, senza l’uso di alcuna malta cementizia.

 

L'escursione sul territorio di Oira tocca i punti di maggior interesse artistico, storico e tradizionale.

Sono posti dei pannelli che chiariscono il percorso e descrivono brevemente i diversi punti di interesse e forniscono informazioni oltre alla cartina che permette quindi di partire da qualsiasi punto di Oira.

Partendo dal centro di Oira, dal parcheggio in via Val Formazza, dove si trova il pannello esplicativo e la cartina del percorso (1), si raggiunge nella Villa di mezzo la Chiesa di S. Mattia, l'Oratorio di S. Sebastiano e l'antica piazza (2).

Il percorso prosegue alla Villa Inferiore, nel borgo di Canova, che è di grande interesse architettonico e dove si trova un antico forno, recentemente restaurato (3).

Nella mulattiera per Preglia viene segnalato il passaggio dell'antica Via Francisca (4).

Il percorso continua nella località La Gera, dove si trova la Cappella della Madonna della Gera, al cui interno sono poste le lapidi dei caduti, poco distante il cimitero e il monumento del musicante (5).

Tornando sulla strada principale si può ammirare un'antica ghiacciaia (6). Il percorso prosegue sulla mulattiera e arriva al mulino e al Riale Tapin, lungo il cui corso sono presenti abbeveratoi e lavatoi (7). Salendo si raggiunge l'antico abitato della Villa Superiore (8). Scendendo si può vedere l'impianto della nuova latteria (9). Il percorso raggiunge la località Arzaloo, con la Cappella e la casa dei Picchi e nei pressi la marmitta glaciale (10). Nella Villa di mezzo si trovano l'antica latteria turnaria e la cantina di affinamento (11).

 

 

Pannello 0

 

Pannello 1

Pannello 2

Pannello 3

Pannello 4

Pannello 5

Pannello 6

Pannello 7

Pannello 8

Pannello 9