Il Cimitero

La comunità di Oira ottenne il permesso di avere un proprio cimitero vicino all'oratorio di S. Mattia nel 1588. I diritti riguardanti la sepoltura furono lasciati alla parrocchia di Crevola ed i fedeli di Oira si riservarono il diritto di scegliere se essere sepolti nel cimitero parrocchiale di Crevola o nell'appena nato cimitero di Oira. All'epoca infatti alcune comunità, trovandosi in difficoltà per il trasporto dei defunti al cimitero della chiesa parrocchiale da cui dipendevano e avendo una cappella o un Oratorio nei loro luoghi, chiesero di poter seppellire i loro morti presso la propria chiesa. 

L'antico cimitero di Oira occupava lo spazio del sagrato posto davanti e sul lato meridionale dell'oratorio, al centro fu piantata una croce di legno e il terreno fu recintato da un muretto. 

Qui spesso si riunivano i fedeli per prendere importanti decisioni comunitarie con la presenza spirituale dei loro parenti sepolti sotto i loro piedi. 

Fino alla fine del XVIII secolo i defunti erano posti direttamente nel terreno, senza bara, con una piccola croce di legno e qualche segno di riconoscimento. Alcune famiglie si riservavano un piccolo spazio per i propri defunti in modo che fossero vicini nella tomba e riuniti per le visite dei parenti. 

Dopo ogni celebrazione in suffragio dei defunti i sacerdoti uscivano sul sagrato della chiesa e recitavano le preghiere stabilite per il rito, impartivano l'assoluzione impetratoria per tutti i defunti ed in particolare per quelli della tomba previamente stabilita.
Ad Oira si faceva gran conto sulla tradizionale "Messa di S. Gregorio"; con la celebrazione di 30 sante messe per 30 giorni ininterrotti si forzava quasi la misericordia divina alla rapida purgazione dell'anima dei defunti nel Purgatorio per passare poi in Paradiso. 

Tradizionale era anche la distribuzione del sale dopo i funerali a tutti i partecipanti, in questo modo ogni volta che il sale era usato per condire i cibi sarebbe stata recitata una preghiera per il defunto. La distribuzione del sale permane ancora in Ossola e quindi anche a Oira. 

Sul finire del secolo XVII ad Oira fu fondata la "Confraternita del suffragio dei Defunti" che raccoglieva elemosine per la celebrazione di messe di suffragio delle anime dei defunti; a questo scopo fu messa, anche nella chiesa di Oira, come nelle altre chiese ossolane, una cassetta per le elemosine. 

Il vescovo Mons. G. B. Visconti, nell'ottobre del 1702, venuto in visita a Oira, consigliò la costruzione di un ossario e stabilì che fosse disposto uno spazio riservato alla sepoltura dei parroci. Tale sepoltura fu scavata al tempo del parroco Pietro Vietti il quale fu il primo ad essere sepolto in essa. Il suo elogio è scolpito sulla lapide che si trova al centro, davanti al presbiterio. Un'altra lapide ricorda due parroci che però non sembra siano qui sepolti essendo morti prima della costruzione di questa tomba. La costruzione dell'Ossario fu completata nel 1746, come appare dalla scritta posta sul fregio superiore della facciata.
All'inizio del XIX secolo fu introdotta una legge che obbligava a deporre i cadaveri in casse chiuse e a seppellirli lontani dalle abitazioni e fuori delle chiese. Ad Oira venne scelto, per la costruzione di un nuovo cimitero, un terreno posto a lato della strada comunale e poco distante dalla cappella della Madonna della Gera. Il nuovo cimitero di Oira fu completato nel 1851 e benedetto ufficialmente l'11 gennaio 1852. Al suo interno fu costruita anche una cappella dove ogni anno, il primo novembre, un sacerdote recita il rosario in suffragio di tutti i defunti della comunità di Oira. Nel giorno della commemorazione dei defunti viene invece celebrata una Messa di suffragio nella chiesa parrocchiale. 

Nella cappella del cimitero sono state poste nel 1970 due lapidi dalla Musica di Oira, in ricordo dei componenti defunti. Inoltre la Musica di Oira nel 1990, nel 40° anno di fondazione, ha voluto elevare in vicinanza del cimitero un monumento al musicante.
Ogni anno, in occasione della festa di S. Cecilia, dopo la messa in suffragio dei musicanti defunti, la banda tradizionalmente si reca in processione al monumento del musicante e nel cimitero, davanti alla lapide dei musicanti defunti, per la deposizione di un omaggio floreale e l'esecuzione di un brano commemorativo.

 

Pannello 0

 

Pannello 1

Pannello 2

Pannello 3

Pannello 4

Pannello 5

Pannello 6

Pannello 7

Pannello 8

Pannello 9