Le Cappelle Votive

LA CAPPELLA DELLA MADONNA DELLA GERA 

Presso il rione “la Gera”, lungo una strada diramata dall’antica via Francisca che collega Oira con Crevoladossola, sorge la Cappella della Madonna Addolorata o Madonna della Gera come comunemente viene chiamata dagli oiresi.
Alcuni antichi documenti attestano che la Cappella fu voluta da Giovanni di Pietro del Riale, membro della famiglia più facoltosa del paese. Nel suo testamento, datato 16 aprile 1638, egli delegò ai figli la costruzione di una Cappella in uno degli appezzamenti di sua proprietà presso la Gera, facendo attenzione alla forma, ispirata ad alcune cappelle presenti nel territorio, e alle pitture murali interne.
La Cappella fu costruita ad orandum e fu subito frequentata con grande devozione grazie anche ad alcuni fatti straordinari che lì accaddero e che furono considerati miracolosi dai fedeli, trasformando il piccolo luogo di preghiera in un vero e proprio santuario.
Di conseguenza si rese necessario assumere un amministratore che raccogliesse le offerte lasciate dai numerosi frequentatori, non solo a beneficio della stessa Cappella, ma anche della chiesa parrocchiale. Un documento attesta che il primo amministratore fu Lorenzo del Riale, figlio del fondatore.
Dopo anni di abbandono e incuria, la Cappella versava ormai in uno stato deplorevole quando, nel 1899, il vice parroco don Giovanni Bona propose alla popolazione di Oira una festa con processione al fine di raccogliere qualche offerta per la sua ristrutturazione, occasione per la quale fu organizzato anche un comitato. Raccolta la somma necessaria, il piccolo santuario ormai demolito fu quasi del tutto sostituito da uno più moderno che rese possibile lo svolgimento della S. Messa , ed è quello che oggi possiamo ammirare.
All’interno una piccola volta copre il corpo della Cappella che contiene un altare e sul fondo un dipinto raffigurante la Madonna Addolorata, in sostituzione di quello antico. La tela è del pittore Antonio Baronio (1900).
In epoca recente sui due muri laterali interni furono collocate le lastre commemorative dei caduti e dei reduci delle due guerre mondiali.
All’esterno troviamo un piccolo porticato sorretto da due colonne e ai lati del corpo principale due affreschi raffiguranti il Sacro Cuore di Gesù e S. Luigi Gonzaga.
Nel 1919 il minuscolo santuario, che ospita numerosi quadretti ex voto di grazie ricevute, venne dotato di un piccolo campanile con relativa campana.
Oggi il culto alla Cappella persiste con la celebrazione di una S. Messa la terza domenica di settembre generalmente prossima al 15 settembre, giorno dedicato alla ricorrenza della Madonna Addolorata.

 

 

LA CAPPELLA DI ARZALÒO 

La cappella si trova in località Arzalòo, proprio lungo la strada moderna che collega Oira con Pontemaglio. 

La costruzione fu voluta, secondo i documenti ritrovati, da Giovanni Francioni volendo lasciare testimonianza della sua pietà e della sua fede. Con un testamento l’uomo impegnò, dopo la sua morte avvenuta nel 1725, gli esecutori a costruire una cappella ad Arzalòo, dove già la sua famiglia aveva dei terreni e dove la strada Francisca si diramava per continuare verso la Villa Superiore e la Villa di Mezzo, quindi in un luogo molto frequentato dai viaggiatori.
Il compito della costruzione fu assunto da Pietro Sbaraglini, che progettò il disegno, facendosi aiutare da Giovanni Battista Pirino, noto architetto della zona.
Nel 1726 i lavori cominciarono e la costruzione terminò nel 1730. Tuttavia la cappella era ancora mancante delle decorazioni interne e per questo venne inserito sopra l’altare interno un quadro ad olio già dipinto in precedenza dallo scultore Giulio Gualio su volere di Giovanni Francioni e che, dopo la morte dell’artista, era appartenuto agli eredi.
Il quadro raffigura la Madonna Addolorata che tiene tra le braccia il Cristo morto e in basso il ritratto del fondatore Giovanni Francioni.
La cappella ebbe poi una decorazione pittorica delle pareti interne e della volta ad opera di Giovanni Antonio Menabene, pittore vigezzino. Quest’ultimo dipinse sulle pareti laterali Gesù nell’orto dei getsemani e La Crocifissione che oggi sono in stato di avanzato degrado; sulla volta Cristo Risorto con gli angeli che rispetto agli altri affreschi sulle pareti è ben conservato. Non rimane traccia invece del quadro ad olio di Giulio Gualio, rubato negli ultimi trent’anni.
La cappella oggi è caduta in disuso, fatta eccezione per la visita di qualche fedele, probabilmente sostituita nel culto dalla cappella della Gera dedicata ugualmente alla Madonna Addolorata.

Nei pressi della cappella vi è una robusta casa fatta costruire sul finire del secolo XVI dalla famiglia Francioni di Canova. La costruzione è del tipo che spesso si ritrova in Ossola ed anche a Oira, cioè una "casa binata", fatta per due famiglie, con ambienti posti simmetricamente ed indipendenti, ma aventi in comune il cortiletto o cortavolo recintato antistante. Nonostante le modifiche, tale casa è ancora visibile nelle sue caratteristiche strutture originali.
La casa cinquecentesca di Arzaloo è anche detta "Casa dei Picchi", perchè sospettata di aver dato ricetto ai Picchi, briganti del '600, contro i quali furono emanate numerose gride spagnole, e che si appostavano in costruzioni isolate lungo le strade maestre.

 

 

LA CAPPELLA DELLA BEATA VERGINE LAURETANA 

La Cappella della Beata Vergine Lauretana è situata nella piccola piazza della Villa di Mezzo di Oira, considerato un tempo il luogo di raduno dei rappresentanti del popolo. La nota storica più antica a riguardo di questa Cappella si trova in un atto datato 1659, quindi la sua costruzione è precedente a quella dell’Oratorio di San Sebastiano.

La piazzetta ed il resto dello spazio che si allungava di fianco alla Chiesa fino all'Ossario un tempo erano tradizionalmente utilizzati per fare le corde di filo di canapa. Questo lavoro perdurò fino a circa cinquant'anni fa.
Anche questa edicola come tante altre necessitò di un restauro, il quale fu realizzato nel 1868 in occasione della Missione avvenuta ad Oira, il ricordo della quale viene perpetuato da una scritta sull’arco soprastante l’immagine. Il restauro però non ripristinò l’immagine originaria della Madonna, ma la sostituì con una nuova.
Successivamente, nel 1966, il Comune di Crevoladossola, con relativa richiesta al Consiglio Amministrativo Diocesano, fece abbattere il porticato antistante la cappella per costruire la strada che porta al sagrato della Parrocchia, permettendo comunque di preservare l’immagine della Madonna.

 

 

CAPPELLE MINORI 

Oira si estende su un piccolo territorio e quindi il numero di edicole sacre presenti è limitato. Non mancano, però, sui principali percorsi viari, quei segni della devozione religiosa rappresentati appunto da queste cappellette votive delle quali non si può fornire una descrizione dettagliata per mancanza di documenti e fonti rilevanti. 

È comunque supponibile che siano state costruite nel periodo dopo la grande peste del 1630 per commemorare una grazia ricevuta e lasciare un segno della propria devozione.
Sono costruite su un basamento murario sul quale si innalza una nicchia con volta a botte e affrescate sul fondo e su ambo i lati.
Si trovano soprattutto sulle strade usate dai viaggiatori o nei luoghi di sosta delle processioni, come quella di S. Marco il 25 aprile.
Di queste cappelle rimane quella situata sulla via Francisca, strada che passava sotto l’abitato di Oira. Oggi è raramente visitata e il suo affresco è in grave stato di deturpazione a causa della vegetazione infestante.
In località Sabioneto, seguendo sempre la via Francisca, è situata un’altra cappella anch’essa rovinata dall’umidità. Sul fondo doveva apparire la Madonna delle Grazie con il Bambino in braccio e sui lati due santi, dei quali oggi si riconosce solo San Giacomo.
Un’ altra piccola edicola si trova sulla via che unisce Canova con la Villa Superiore, accanto alla strada asfaltata, rappresentante la Madonna Immacolata e detta comunemente dagli oiresi Madonna della Crosetta.

Anche a Pontemaglio erano situate alcune cappellette votive e una di queste fu costruita nel 1717 in occasione di una visita pastorale dell’allora canonico di Domodossola. Questa cappella fu evidentemente distrutta e oggi non ne rimane traccia, ma è comunque testimoniata da una foto di Carlo Errera del 1908.
La cappella della Madonna della Guardia, invece, si trova nel punto in cui la piccola strada che congiunge l'abitato di Pontemaglio si immette nella strada principale antigoriana.
Questa cappella fu fatta costruire da Giuseppe Delucchi, l’impresario che aveva assunto l’appalto della costruzione della strada antigoriana, l'attuale strada provinciale, che in quel punto ha reso necessario lo scavo della roccia con un duro lavoro di minatori, scalpellini e muratori tanto da essere considerata un'opera di ardita esecuzione, in ringraziamento per essere stati esentati da ogni evento pericoloso durante i lavori.
La benedizione risale al 1844 e si pensa fosse stata accompagnata da una festa con relativa processione.
Il fedele impresario Giuseppe Delucchi la lasciò in custodia alla parrocchia di Oira, affidando la proprietà e la manutenzione ai suoi discendenti.
La cappella si trova in un luogo umido e soggetto alla caduta della neve, perciò furono ripetuti interventi di restauro, ritrovando la firma dell’artista Venturino, artefice di molte altre pitture di cappelle.
Nel 1955 fu restaurata da Giovanni Delucchi, discendente del costruttore, che la donò definitivamente alla parrocchia di Oira, attualmente sua proprietaria.

 

 

 

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