Gli Oratori

L’ORATORIO DEI S.S SEBASTIANO E CARLO

L’Oratorio dei Santi Sebastiano e Carlo di Oira è posto assai vicino alla chiesa parrocchiale e vi si accede dalla piazzetta che è venuta a formarsi lungo l’antica strada che costeggiava il sagrato e il Cimitero.

Questo Oratorio ripete il disegno degli oratori che si moltiplicarono in Ossola soprattutto nel secolo XVII. Al corpo di pianta rettangolare è aggiunta ad oriente un’abside a pianta rettangolare di dimensioni minori. Un doppio cornicione lega superiormente l’intero edificio e da esso si innalzano rispettivamente un ampio catino sopra il corpo dell’edificio ed una volta a vele sopra il presbiterio. Alcuni finestroni sono posti sopra i cornicioni ed altra posta nel muro laterale del presbiterio.

Sopra la piccola sacrestia vi è un minuscolo campanile con campanella.

La decorazione risente dello stile dell’epoca in cui fu fatta con ampie campiture di formella a vari colori.

Il quadro ad olio su tela sopra l’altare, opera del pittore Giuseppe Mattia Borgnis, propone in basso i due Santi titolari, S.Carlo in abiti cardinalizi, con alcuni angioletti recanti i simboli che lo caratterizzano e S.Sebastiano legato ad un albero e trafitto da alcune frecce, simboli del suo martirio. In alto, attorniata da alcuni angioletti, la Madonna delle Grazie con il Bambino Gesù abbassa lo sguardo protettivo sul paesaggio sottostante.

Internamente, sopra la porta maggiore d’entrata, una scritta vuole sintetizzare la storia dell’Oratorio:
“Juspatronato delle Venerabile Confraternita. Eretto nel 1730. Ultimato e Benedetto nel 1846. Dipinto nel 1852.”

La costruzione di questo Oratorio fu voluta dalla Confraternita del SS. Sacramento, sorta subito dopo la fondazione della parrocchia, con il fine di procurare e accrescere il culto del SS. Sacramento.

Dopo l'acquisto del terreno non fu però possibile cominciare alcun lavoro per la mancanza di denaro e perché questo doveva essere prima speso nella chiesa parrocchiale, conseguentemente l’area dove doveva sorgere l’oratorio divenne luogo abituale in cui si riuniva la comunità.

A causa della mancanza di fondi il completamento dell'Oratorio si realizzò in più fasi.

I lavori iniziarono nel 1730 con la costruzione della parte muraria, della volta, del tetto e del piccolo campanile; fu inoltre acquistato un quadro dipinto dal pittore vigezzino Giuseppe Mattia Borgnis che venne posto sul muro contro cui avrebbe dovuto sorgere l’altare.
L’Oratorio restò in uno stato imperfetto per 100 anni, durante questo periodo divenne anche il luogo in cui i rappresentanti della comunità di Oira si riunivano per prendere qualche decisione quando il tempo era brutto.
Nel 1845, grazie alle cospicue offerte ricevute, ripresero i lavori che portarono al completamento definitivo dell'Oratorio. In questa occasione l’intera struttura dell’oratorio fu rivista e restaurata, costruito l’altare e l’ancona in cui fu mantenuto il quadro già preparato 100 anni prima.

La benedizione avvenne il 24 Luglio 1846 dall'allora parroco don Felice Mazurri, in occasione della visita pastorale ad Oira del vescovo mons. Giacomo Filippo Gentile.

Tre anni dopo l’Oratorio fu dotato di una piccola sacrestia posta a settentrione del presbiterio con cui comunica mediante una porta, mentre nel 1852, l’Oratorio fu completamente decorato internamente per opera del pittore e decoratore Giuseppe Leoni. Nel 1926 fu sostituito il pavimento in piode con un altro in piastrelle colorate. Nel 1969, su proposta del parroco don Bosisio, fu demolito l’altare settecentesco in muratura e sostituito con altro movibile rivolto verso il popolo.

Questo Oratorio, con la dissoluzione della Confraternita del SS.Sacramento, seguita dopo la seconda guerra mondiale, raccoglie i fedeli solo in occasione della festa di S.Sebastiano con una messa celebrata nella domenica più vicina al 20 gennaio.

 

 

L’ORATORIO DI S. LORENZO AL POZZO

L'Oratorio di San Lorenzo al Pozzo si trova nella località Piedagamo. La sua costruzione fu voluta da Don Giambattista Zanoletti che era intenzionato a dedicarsi all'insegnamento elementare e al catechismo ai fanciulli e volle poter disporre di un Oratorio presso la casa paterna, la prima abitazione di Piedagamo costruita all'inizio del XVIII secolo.

L'Oratorio venne costruito dopo l'approvazione del vescovo e il sacerdote, con l'aiuto del padre, lo provvide di tutte le suppellettili, nonché di una donazione perpetua che garantisse beni e capitali sufficienti allo scopo di mantenerlo in ordine ed usarlo convenientemente.

L'Oratorio fu formalmente istituito l'11 Aprile 1711 e fu intitolato a S. Lorenzo al Pozzo, scelta che svela in qualche modo l’idea che mosse don Giambattista Zanoletti a questa costruzione. S. Lorenzo al Pozzo infatti è il Santo martire che, al sorgere della diocesi di Novara, fu impegnato nell’insegnamento della dottrina cristiana ai fanciulli, e per questo fu martirizzato.

La sorte di questo Oratorio divenne, successivamente, assai incerta perché i discendenti dei fondatori della cappellania e fabbricieri, cioè gli incaricati alla manutenzione, non si curarono dell’Oratorio, e presunsero di essere non solo amministratori, ma anche padroni. Il 29 Aprile 1906 l’Oratorio fu nuovamente benedetto e riaperto al pubblico, rimanendo tuttavia sguarnito di tutte quelle suppellettili che frattanto erano andate disperse.

Nel 1930, su iniziativa del parroco don Francesco Baroli l'Oratorio fu restaurato, ridipinto, riordinato e fornito di una nuova pavimentazione e balaustra. In seguito l’interesse per questo Oratorio pare spegnersi da parte della comunità di Oira e dei sacerdoti che hanno supplito alla carenza di parroci titolari; per conseguenza l’Oratorio subì notevoli danni dovuti all’incuria e alla mancanza di manutenzione.

La celebrazione della tradizionale festa di San Lorenzo al Pozzo, il 30 Aprile, perdurò fino agli anni 70 e in seguito fu abbandonata.

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