Origini della Parrocchia e della Chiesa

OIRA NELLA PIEVE DI CREVOLA

Fino alla metà del secolo XII le comunità dell'Ossola superiore costituivano un'unica Pieve che aveva il suo centro al Duomo di Oxilia, cioè alla chiesa dei SS. Gervasio e Protasio di Domo. Attorno al 1000 sorsero anche altre chiese, nella valle principale e nelle valli laterali, per soddisfare la religiosità delle comunità periferiche. Una di queste era la chiesa di Crevola a cui convenivano in alcune occasioni anche gli oiresi.

Verso la metà del secolo XII furono separate alcune Pievi secondarie. La chiesa dei SS. Pietro e Paolo di Crevola divenne il centro di una Pieve secondaria che comprendeva tutta la valle Divedro. Anche la comunità di Oira si recava alla chiesa di Crevola in ogni giorno di festa, in occasione dei battesimi e per ogni funzione religiosa. Presso la chiesa di Crevola vi era il cimitero comune dove fino al 1588 avveniva la sepoltura anche degli oiresi defunti.

ORATORIO DI SAN MATTIA

E' presumibile che la costruzione a Oira di una prima Cappella dedicata a San Matteo o San Mattia fu realizzata nel XV secolo, nello stesso periodo della Cappella di S. Croce di Pontemaglio.

La cappella di San Matteo inizialmente non poteva essere considerata un vero oratorio, usufruendo di celebrazioni liturgiche occasionali. Dal 1541, a seguito del lascito testamentario del signor Francesco di Pietro della Bertina discendente dei nobili De Rodis, l'oratorio ebbe la dotazione necessaria per la celebrazione di almeno una messa la settimana. Nell'oratorio vennero poi celebrate altre due messe alla settimana in seguito a due voti che gli oiresi fecero per essere liberati dalla grandine e dalla peste. Era presente un cappellano per le celebrazioni di queste messe, ma per il resto gli oiresi dovevano riferirsi ancora alla chiesa e ai parroci di Crevola.

Non c'è certezza su quale fosse il santo titolare dell'oratorio di Oira. Alcuni documenti storici indicano che l'oratorio, e poi la chiesa, furono dedicati a san Mattia, altri a san Matteo, altri ancora ad ambedue.

Nel secondo decennio del XVII secolo l'oratorio di San Mattia subì un primo ingrandimento, probabilmente a causa delle dimensioni troppo piccole per poter raccogliere tutta la popolazione che superava le 200 anime. L'oratorio era anche utilizzato dal parroco di Crevola per raccogliere i fanciulli e impartire loro l'insegnamento della dottrina cristiana.

ISTITUZIONE DELLA PARROCCHIA

La peste del 1630-31 colpì anche Oira con la scomparsa di una decina di famiglie ed in questo difficile periodo prese consistenza l'antico desiderio e progetto di molti capifamiglia di poter costituirsi in parrocchia separata da quella di Crevola. L'opera di assistenza prestata, durante la peste, dal cappellano di Oira, dimostrò la necessità della presenza di un sacerdote, non solo per le celebrazioni liturgiche, ma anche per assistere i malati e gli anziani e per la sepoltura dei defunti. Non mancava inoltre il desiderio di indipendenza dall'autorità dei parroci di Crevola, con i quali erano spesso sorti alcuni contrasti.

La richiesta di separazione poté essere accettata perché Oira da più di due secoli aveva il proprio oratorio che era stato ingrandito e permetteva agli abitanti di non doversi recare fino alla chiesa di Crevola ed era presente da tempo un sacerdote cappellano che avrebbe potuto assumere la funzione di parroco autonomo.

L'istituzione della parrocchia di Oira avvenne con il decreto del 2 aprile 1632 del vicario generale Nicolò Bono con l'assenso del vescovo mons. Giovan Pietro Volpi che concluse positivamente il processo di separazione. Il decreto, che ottenne l'approvazione generale da parte della comunità di Oira il 9 maggio 1632, mantenne alcuni obblighi verso la parrocchia di Crevola che vennero meno solo sul finire del secolo XVIII, ma confermò agli uomini di Oira il diritto di eleggere il proprio curato (giuspatronato). La parrocchia di Oira, infatti, non era stata formalmente istituita su un territorio, ma riguardava solo le famiglie che su di esso avevano beni, avevano fondato il beneficio parrocchiale, esercitavano il giuspatronato e contribuivano interamente al mantenimento della chiesa e del parroco.

RICOSTRUZIONE CHIESA DI SAN MATTIA

La chiesa fu ricostruita ex novo subito dopo l'istituzione della parrocchia nel 1632, per risolvere il problema di ingrandirla nuovamente, superando le difficoltà delle ristrutturazioni parziali.

La costruzione durò alcuni anni e nel tempo la chiesa venne completata in tutte le sue parti e si arricchì di tutte le suppellettili necessarie.
La consacrazione avvenne nel 1876 in occasione della visita pastorale del vescovo di Novara mons. Giacomo Filippo Gentile ed in ricordo di essa, all'interno, sopra la porta maggiore venne posta su tavola marmorea l'iscrizione seguente:

D.O.M
Giacomo Filippo Gentile vescovo
di Novara fece sacra questa
chiesa parrocchiale il 22 Luglio 1846 e ne assegnò
l'anniversario la IV Domenica di Luglio con 40 giorni d'indulgenze

La chiesa venne quindi consacrata ben due secoli dopo la sua costruzione, il tempo necessario alla piccola comunità di Oira per dare all'edificio sacro la dignità del suo ruolo, dopo la costruzione del campanile (1766) e di altre strutture interne.

Contemporaneamente venne anche definito meglio il titolo da assegnare alla chiesa, riducendolo a quella della Madonna Assunta ed all'Apostolo Mattia. Ciò appare nella definitiva sistemazione del presbiterio in cui l'immagine di San Mattia appare al centro della decorazione del basamento dell'altare, mentre la Madonna Assunta spicca nel quadro posto sul fondo del presbiterio sopra l'altare.

La chiesa di Oira risulta dunque in tal modo l'unica nella diocesi di Novara dedicata a San Mattia.

LA COMUNITA' DI PONTEMAGLIO

Al contrario di Oira la comunità di Pontemaglio non riuscì a separarsi dalla parrocchia di Montecrestese alla quale apparteneva. Nel tempo emersero diversi conflitti e opposizioni alle proposte di aggregazione alla parrocchia di Oira per facilitare le comunicazioni e per poter prestare un servizio migliore. Infine con il decreto del 1° gennaio 1954 la comunità di Pontemaglio venne aggregata in perpetuo a quella di Oira.

I PARROCI DI OIRA

Il primo parroco di Oira nel 1632 fu Giovan Pietro Manera il cappellano che aiutò la popolazione durante la peste. Gli succedette il nipote con lo stesso nome. Entrambi disponevano di beni famigliari abbondanti e non ci furono difficoltà per il loro mantenimento, problema che invece si creò per i parroci successivi.

Il giuspatronato, cioè il diritto degli uomini di Oira di eleggere il proprio parroco, ebbe come conseguenza negativa il problema che le risorse economiche disposte per il sacerdote furono piuttosto sulla carta che nei fatti, essendo difficili da esigere e spesso lasciate in balia dei proprietari dei beni e dei loro eredi che non sempre corrispondevano il dovuto. Nel tempo furono necessari nuovi accordi per assicurare al parroco il giusto sostentamento. Solo più tardi, quando molti dei beni assegnati erano ormai svaniti, al fine di ottenere un sussidio da parte del governo alle parrocchie più povere, fu deciso di rinunciare al giuspatronato. Ciò avvenne nel 1818 e la parrocchia di Oira divenne di libera collocazione.

Alcuni parroci di Oira con la loro opera segnarono maggiormente la storia di Oira, tra questi va ricordato don Pietro Vietti che esercitò per ben 46 anni curando soprattutto la formazione spirituale della parrocchia. Durante la sua cura fu costruito il campanile della Chiesa Parrocchiale. Gli oiresi hanno reso perenne il suo ricordo nella lapide che fecero porre sulla tomba del clero nella Chiesa parrocchiale, essendo stato anche il primo ad occuparla.
Merita particolare rilievo l'attività del parroco don Felice Mazzuri, rimasto alla cura di Oira dal 1823 al 1866. Egli riuscì ad avviare parecchie iniziative pastorali a vantaggio del popolo. Completò l'assetto interno ed esterno della Chiesa di S. Mattia con: la posa del nuovo altare di marmo, la decorazione interna, la costruzione della cantoria dove fu alloggiato l'organo liturgico. Nel suo tempo fu completato e benedetto (1846) l'Oratorio dei SS Sebastiano e Carlo.

Un altro parroco che va ricordato è don Francesco Baroli che, resistendo tenacemente per molti anni ad un clima per nulla favorevole al clero e alla sua persona in particolare, avviò molti interventi per riordinare l'amministrazione della parrocchia, salvaguardare i beni della Chiesa e degli Oratori e lavorò per la formazione culturale dei suoi fedeli e per la catechesi.

Don Baroli promosse importanti servizi moderni ancora mancanti a Oira, in particolare si operò per la costruzione dell'acquedotto. Oira ebbe le sue fontane pubbliche e i lavatoi. Migliorò così non solo l'igiene del paese, ma anche la sicurezza contro gli incendi.

Don Baroli fece costrure, nel 1930-31 il salone 'Don Bosco' utilizzabile non solo per la catechesi, ma anche per riunioni parrocchiali e momenti di svago per tutti; si interessò del coro e delle esibizioni musicali e liturgiche nella sua chiesa favorendole in tutti i modi.

Dal 1957 al 1962 fu parroco di Oira don Luigi Pellanda che non cessò di tentare l'opera dei suoi predecessori nel voler far crescere in parrocchia maggior interesse per un'autentica vita cristiana. A don Pellanda è dedicata la via che scende alla chiesa e la piazzetta a fianco della stessa.

Successivamente, dal 1962 al 1970, le due comunità di Oira e Pontemaglio ebbero l'ultimo parroco residente, don Antonio Bosisio, attivo nell'opera pastorale e nella formazione di un solido gruppo corale che allietasse le funzioni parrocchiali più importanti.

Elenco dei parroci (p) e dei vicari (v) di Oira
D. Giovan Pietro Manera di Giacomo 1632-1674 p
D. Giovan Pietro Manera di G. Battista 1674-1676 p
D. Antonio Calcini 1678-1727 p
D. Petro Vietti 1728-1774 p
D. Gio. Battista del Signore 1775-1817 p
D. Michele Zoppis 1817-1821 p
D. Vittore Boletti 1821-1823 v
D. Felice Mazzuri 1823-1866 p
D. Antonio del Frate Alvazzi 1866-1874 p
D. Modesto Alvazzi 1874-1876 p
D. Luigi Donetti 1876-1894 p
D. Natale Sommi 1894-1898 p
D. Giuseppe Carbonara 1898-1899 v
D. Govanni Bona 1899-1900 p
D. Bartolomeo Borghini 1900-1902 v
D. Carlo Cassani 1902-1905 v
D Angelo Signini 1905-1906 v
D. Luigi Ricci 1907 v
D. Gio. Battista Vercelli 1907-1910 p
D. Francesco Baroli 1910-1936 p
D. Alessandro Casale 1937-1939 v
D. Giulio Tinivella 1939-1956 p
D. Angelo Airoldi 1956-1957 v
D. Luigi Pellanda 1957-1962 p
D. Antonio Bosisio 1962-1970 p
D. Ugo Guenzi 1970-1992 p
D. Andrea Bellebono attuale vicario dal 1992, coadiuvato da confratelli rosminiani:
D. Franco Giovannini 1992-1998
D. Tullio Bertamini dal 1998

Pannello 0

 

Pannello 1

Pannello 2

Pannello 3

Pannello 4

Pannello 5

Pannello 6

Pannello 7

Pannello 8

Pannello 9