Chiesa Parrocchiale

LA CHIESA DI SAN MATTIA DI OIRA

La chiesa di San Mattia fu ricostruita ex novo subito dopo l'istituzione della parrocchia nel 1632, in sostituzione del precedente oratorio che doveva essere ampliato, superando così le difficoltà di ristrutturazioni parziali. La costruzione durò alcuni anni e nel tempo la chiesa venne completata in tutte le sue parti e si arricchì di tutte le suppellettili necessarie.

L'architettura della chiesa si può attribuire ai maestri Bernardino e Tomaso Lazzaro di Val d'Intelvi, che in quell'epoca stavano costruendo quasi tutte le chiese dell'Ossola superiore.

La chiesa ha pianta a croce latina, piuttosto compatta in cui emergono il presbiterio e due brevi cappelle laterali della Madonna del Rosario e della Santa Croce.

La data incisa sull'architrave della porta maggiore, 1637, indica l'anno in cui fu iniziata la costruzione della facciata e del corpo della chiesa, mentre il presbiterio fu realizzato subito nel 1633, essendo una parte necessaria per avviare le celebrazioni religiose.

Il presbiterio ha una pianta semiottagonale con finestra semicircolare sopra il cornicione e in origine aveva due finestre a lato di sotto, una delle quali venne in seguito occlusa dalla costruzione della sacrestia.

Il presbiterio mantiene l'architrave ligneo del primo '700, dipinto e dorato, che lo separa dal corpo della chiesa e che al centro supporta il crocefisso attribuibile allo scultore di Buttogno Carlo Maria Fiora, posto nei primi decenni del '700. Le balaustre del presbiterio e delle cappelle laterali sono di marmo e sostituirono nel XVIII secolo le precedenti in legno.

La luce penetra nell'edificio mediante alcune finestre di forma semicircolare poste sopra il cornicione, mentre altre finestre rettangolari sotto il cornicione illuminano il presbiterio, il corpo della chiesa e le cappelle laterali. In facciata, si apre una finestra serliana. Il tetto della chiesa è quello tradizionale in piode e si eleva sopra le volte mediante la tradizionale robusta travatura in legno.

La porta maggiore ha robusti battenti in legno minutamente scolpito in rilievi meandriformi di gusto antigoriese. All'esterno ha un portichetto costituito da un tettuccio posto su un archetto sostenuto da due mensole di sarizzo poste sopra la porta.

La chiesa ebbe inizialmente, come tutte le chiese ossolane, un pavimento in robuste lastre di sarizzo, che furono sostituite nel 1913 con le attuali piastrelle cementizie colorate.
L'interno della chiesa subì una ritinteggiatura nel 1923 che fece perdere parte della luminosità del colore originale.

L'ALTARE

L'altare appare di semplice disegno, realizzato in marmi policromi. Nel 1958 vi è stato inserito il tabernacolo di sicurezza moderno. I due gradini in alzata dell'altare accolgono, a seconda della solennità liturgica, non solo i candelieri, ma anche i reliquiari lignei o in forma di busti di rame argentato e i fiori.
L'altare attuale sostituì un precedente altare in legno che fu probabilmente commissionato al maestro Giuseppe Gualio sul finire del secolo XVII. Di questo oggi restano solo due supporti lignei costituiti da due busti d'angeli, utilizzati uno come supporto della statua di Sant'Antonio da Padova e l'altro nella cappella della Gera.

L'immagine del patrono San Mattia appare oggi al centro della decorazione del basamento dell'altare, mentre la Madonna Assunta spicca nel quadro posto sul fondo del presbiterio sopra l'altare.

IL FONTE BATTESIMALE

Il fonte battesimale venne posto nell'angolo inferiore settentrionale della navata. Il vaso, molto simile a quello di una pila acquasantiera, è di marmo bianco, coperto da un ciborio ligneo di semplice fattura. Nel 1690 fu inserito in un'apposita nicchia ricavata nel muro.

IL CORO, IL CONFESSIONALE E IL PULPITO

Nel 1670 fu costruito il coro ligneo posto dietro l'altare, dove stava il clero durante alcune funzioni, specie quelle delle recite dell'ufficio dei Defunti. Attribuibile agli stessi falegnami Giorgio Piretto della Valle Divedro e Gio. Giacomo della Maggietta di Mozio è il confessionale, in legno di noce scolpito, inserito in un vano ristretto ricavato nel muro meridionale.

L'attuale pulpito in legno fornito di capocelo, già presente nel 1690, nel 1885 fu dipinto e decorato. Sul frontespizio resta in rilievo l'antica doppia immagine dei Santi titolari San Mattia e San Matteo.

IL CAMPANILE

Il campanile della chiesa di Oira fu costruito nel 1766; esso è esterno alla chiesa, allineato a sud con la facciata con cui ha in comune uno spigolo in pietra a vista; vi si accede dall’interno della chiesa e percorrendo una scala in pietra molto ripida si sale alla tribuna dell’organo e alla cella campanaria. Inizialmente era dotato di sole tre campane, alle quali successivamente ne fu aggiunta un’altra; solo nel 1904 la comunità di Oira decise di dotare il proprio campanile di un concerto di 5 campane. Esso fu elettrizzato e dotato di un computer di programmazione nel 2003.

Il campanile accolse sin dalla sua costruzione un orologio meccanico privo di quadrante che segnava, mediante tocchi di campana, le “ore solari all’italiana” e che necessitava dell’intervento quotidiano dell’incaricato dell’orologio. In seguito l’orologio venne sostituito con uno dotato di quadrante solo sulle facce orientale e occidentale del campanile e, in tempi recenti fu dotato di relativa elettrificazione del meccanismo.

L’ORGANO

L’organo ubicato in cantoria,sopra il portale d’ingresso della Chiesa di Oira fu fabbricato nel 1909 da Bianchi Giovanni di Bosto Varese e restaurato nel 1993 dall’organaro Mario Marzi di S. Maurizio d’Opaglio, e continua tuttora la sua funzione accompagnando la corale durante le messe.

E’ racchiuso in una cassa lignea dalle linee sobrie ed equilibrate. La facciata è formata da 45 canne in tigrato distribuite in tre campate, consta di due tastiere da 58 tasti l’una e di una pedaliera con 27 pedali, i registri sono 15 per un totale di circa 900 canne.

Esso fu costruito per sostituire il precedente organo del '500, acquistato nel 1823 dalla parrocchia di Baceno. Di questo organo alcune parti sono state utilizzate per la costruzione dell'organo attuale, mentre le due ante costituite da quattro tele dipinte sono conservate appese all'interno della Chiesa. (vedi Arte nella Chiesa di Oira).

ARTE NELLA CHIESA DI OIRA

  • QUADRO “ASSUNZIONE DELLA B. VERGINE MARIA”
    Esso è situato sopra l’altare maggiore e rappresenta il gruppo degli Apostoli, che contemplano l’assunzione della Vergine, dipinta nella parte superiore del quadro fra gli angeli; sotto di esso un cartiglio recita: “te domina ac patronam clerus et populus Oire ac Bononie existentes venerantur” (il clero e il popolo di Oira e quelli che stanno a Bologna, ti venerano come signora e patrona), perché esso probabilmente fu un dono o fu pagato dagli Oiresi emigrati a Bologna per lavoro. Il quadro non ha data ma può essere fatto risalire al primo ventennio del XVIII secolo.
  • STATUA DI SAN MATTIA
    La statua lignea di S. Mattia risale ai primi decenni del secolo XVII; essa è collocata in una nicchia sulla parete meridionale, e durante i festeggiamenti in onore del santo viene portata in processione attorno alla chiesa.
  • STATUA DEL “BAMBINO GESÙ”
    Inserita nel muro che separa il presbiterio dal corpo della chiesa vi è una nicchia, dove è possibile ammirare la statua lignea del “Bambino Gesù” posta in un portorio di metallo dorato e vetro.; la statua è chiusa in una guaina di broccato d’oro, decorata di fili di perle, con una corona d’argento sul capo del Bambino.
  • ANTE DELL’ORGANO CINQUECENTESCO
    Queste quattro tele, appese alle pareti laterali della chiesa, rappresentano S. Gaudenzio vescovo di Novara con pastorale e libro, S. Ambrogio vescovo di Milano a cavallo che con la ferula colpisce i nemici della Cristianità, S. Maurizio a cavallo che porta la bandiera della Cristianità e S. Luigi re di Francia, che tiene lo scettro nella mano sinistra e a destra il modello di una chiesa, di cui si presenta come un difensore. Esse si possono attribuire alla scuola del pittore Bernardino Luini (1460-1532).
  • CAPPELLA DEL SANTO ROSARIO E STATUA DELLA MADONNA DEL ROSARIO
    La statua della Madonna del Rosario, opera dello scultore valsesiano Giovanni Mainoldi e a lui commissionata il 30 marzo 1699, è posta nella nicchia della cappella del S. Rosario, attorno alla quale sono disposti i 15 quadretti dei Misteri del Rosario. Essa durante i festeggiamenti della Madonna del Rosario viene esposta nella chiesa e portata in processione in un portorio ligneo dipinto e dorato del primo ‘800.
  • CAPPELLA DEL SS. CROCIFISSO
    Essa si trova di fronte alla cappella dedicata al S. Rosario; al suo interno è esposto un quadro d’impostazione cinquecentesca che rappresenta il Cristo in Croce, con ai lati la Madonna, S. Giovanni evangelista, la Maddalena inginocchiata ai piedi della croce e due angeli adoranti. Si ipotizza che l’opera provenga da Roma dove alcuni membri della famiglia Manera si recavano e che, particolarmente devoti del Crocefisso, ottennero di istituire a questo altare una cappellania detta appunto del SS. Crocifisso ed anche “Manera”.
  • ALTRI QUADRI E DIPINTI
    - “ETERNO PADRE”
    Dipinto del baldacchino sospeso sopra l'altare. Può essere attribuito a Gerolamo Ferroni.
    - “ANIME DEL PURGATORIO O MORTE IMPROVVISA”
    Questo quadro, recentemente restaurato, può essere attribuito al pittore banniese Gerolamo Ferroni; esso rappresenta il Paradiso e sotto di esso il Purgatorio, mentre a fianco sei quadretti, tre per lato, raffigurano casi possibili di morte improvvisa. Il quadro era appeso un tempo sul muro meridionale della chiesa, presso la cassa dell'elemosina, e fu voluto dalla Confraternita del suffragio dei Defunti per far comprendere la necessità di suffragare i defunti, specie quelli che erano incorsi nella morte improvvisa, che si presumeva avessero maggior bisogno di aiuto spirituale.
    - “SANTA APOLLONIA” E “SANTA LUCIA”
    Questi due affreschi in cornice di stucco sono posti sugli stipiti dell'arco delle cappelle laterali e furono voluti da Antonio Calcini, parroco di Oira dal 1678 al 1727. Sull'affresco di Santa Lucia vi è la data 1692, anno in cui i quadri furono fatti dipingere.
    - “SANT'ANTONIO”
    Questa pittura si trova all'entrata della Cappella del Santo Rosario e rappresenta Sant'Antonio protettore dalla peste degli animali, soprattutto dall'afta epizootica e dal “fuoco di Sant'Antonio”, dipinta probabilmente in occasione del voto degli oiresi del 1682.
    - “VIA CRUCIS”
    Le 14 stazioni sono risalenti ai primi decenni del XIX secolo, sono appese lungo i muri della chiesa. Esse furono donate da Pietro Modoni e sostituirono la precedente serie posta alla fine del XVII secolo.
    -“BATTESIMO DI GESU'”
    Si trova sopra il fonte battesimale, fu donato da Pietro Modoni nel 1825.
    - “CRISTO PAZIENTE” e “SACRO CUORE DI GESU'”
    Quadretti di forma ellittica appesi al fondo del presbiterio, donati da Pietro Modoni che li donò nel 1825.
    - “NATIVITA' DI GESU' IN BETLEMME” e “FUGA IN EGITTO”
    Sono posti nel presbiterio e sono attribuibili al pittore Gerolamo Ferroni di Bannio, della prima metà del XVIII secolo.
    - “PALIOTTI”
    Sono esposti in fondo alla chiesa due dei tre paliotti in robusta tela dipinta usati per i tre altari nelle occasioni solenni. Il terzo è esposto nella cappella del Crocefisso. Furono realizzati nel 1700. Il paliotto destinato all’altare maggiore ha al centro una cartella dove sono dipinti i due Santi titolari S. Matteo e S. Mattia, quello destinato all’altare della Madonna del Rosario ha al centro una cartella dove è raffigurata la Madonna del Rosario e quello destinato all’altare del Crocefisso ha al centro una cartella con l’ostensorio.

 

 

 

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