Il Territorio

Oira è una frazione del territorio di Crevoladossola che si affaccia sulla sponda occidentale del Toce, quasi al limite della conca centrale ossolana dove convergono le valli Bognanco, Divedro, Antigorio, e quelle percorse dall’Isorno e dal Melezzo occidentale.

La sua altitudine oscilla fra i 300 ed i 500 m s.l.m. ed il suo territorio appare assai felice sotto l’aspetto climatico in quanto è ben esposto al sole che lo irrora dei suoi raggi per l’intera giornata solare. Per questo motivo qui possono crescere e prosperare tutti i tipi di albero da frutto e soprattutto la vite, coltivazioni che un tempo hanno costruito la ricchezza di questa frazione. Grazie a questi aspetti ad Oira è tradizionalmente attribuito il nome di “giardino dell'Ossola”.

Oira si può suddividere in tre gruppi di insediamenti distinti che a partire dal XV secolo furono denominati Villa Inferiore, Villa di Mezzo e Villa Superiore.
La Villa Inferiore era ed è costituita di case situate più in basso vicino al Toce, il gruppetto più consistente delle quali forma l’abitato di Canova.

La Villa di Mezzo è quella che nel tempo si estese maggiormente espandendosi longitudinalmente da Est, dove vi è la minuscola frazione di Pioda, verso Ovest, ai piedi della Villa Superiore, fino ad incontrare e superare il torrentello (Rio Tapin) che scende fino a Canova prima di defluire nel Toce.

Gli abitanti sfruttarono le acque di questo torrente per usi domestici, per il bestiame, come fonte di energia meccanica, per l’agricoltura. Furono costruiti dei mulini anche nella località Sabbioneto e a Canova.

La Villa di Mezzo divenne il centro della comunità di Oira e qui fu anche scelto il luogo principale di riunione che fu denominato la piazza. In vicinanza sorse la prima cappella di S. Mattia che diventò poi chiesa parrocchiale e successivamente anche l’Oratorio di S. Sebastiano.

La Villa Superiore, detta anche “Villa de cima”, domina come un castelliere sull’elevato dosso sovrastante. La parte delle abitazioni poste più in alto inducono a presumere che si tratti di un villaggio fortificato.

Un castello o casa forte era situato in quella località nella parte superiore,in funzione di difesa e di segnalazione, collegandosi con la torre di Veglio, sulla sponda opposta del Toce e con il castello di Mattarella. In particolare aveva funzione di sbarramento la porta che era a difesa dell’androne che la via attraversa per scendere ad Arzaloò ad incontrare la Via Francisca, strada fondamentale per i collegamenti con la Francia e la Svizzera.

Per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico, anche gli abitanti della Villa Superiore dovevano raggiungere il corso del Rio Tapin che scorre in vicinanza.

In questa località sono ancora presenti i resti di un antico forno che attende di essere restaurato per poter essere meglio conservato.

 

 

 

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