Le "ghiacciaie" erano contenitori in sasso costruiti in Ossola per la conservazione degli alimenti. Erano delle dimensioni di un piccolo edificio, alcune risalgono a molti secoli fa.

La ghiacciaia di Oira è posta nel centro del paese, nei pressi del cimitero ed è incorporata in una proprietà che attualmente è abitata dal pittore Piero Albergante, originario di Vaprio d'Agogna.

Ha una forma circolare che la rende simile ai tempietti bizantini frequenti nell'Italia del sud e può anche ricordare un trullo: la sua eleganza architettonica è forse unica per queste strutture prevalentemente miranti alla pura funzionalità. La copertura in piode ossolane ha al culmine una statuetta che la sovrasta e che rende molto particolare l'estetica di questo edificio, anche se adibito semplicemente alla conservazione alimentare.

La ghiacciaia veniva riempita di neve e ghiaccio proveniente dal rio di Oira. La sua profondità è di circa cinque metri. Ha una struttura circolare, in muratura. Si pensa risalga alla fine del diciottesimo secolo.

Le ghiacciaie erano a disposizione dei paesani; venivano riempite in inverno e a poco a poco si continuava a rifornirle sino all'inizio dell'estate; alla fornitura di neve e ghiaccio per riempirle provvedevano tutti gli abitanti. Successivamente si procedeva con strati segatura per conservare il freddo e fresco all'interno. Poi si operava una spaccatura ad un lato del rivestimento per il recupero delle provviste. Ai tempi tutte le famiglie avevano il maiale, la conservazione delle cui parti deteriorabili, d'estate, rendeva essenziale il ricorso alla ghiacciaia.

 

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