Canova

La Villa inferiore era ed è costituita da case situate più in basso vicino al Toce, il gruppetto più consistente delle quali forma l’abitato di Canova.

Canova o Ca’Nova è un toponimo introdotto in occasione della costruzione di una nuova casa. I documenti più antichi indicano che in questa località erano presenti uno o due mulini, sfruttando l'acqua del Riale Tapin, il forno per il pane, il torchio, oltre a case di abitazione, cascine, stalle, canepali per la lavorazione della canapa e pozzi di macerazione. Probabilmente vi era anche qualche cantina e osteria, il cui esercizio era favorito dal passaggio della Via Francisca.

Si possono individuare costruzioni sorte in epoche diverse, alcune molto antiche risalenti ai secoli XII-XIV, altre invece databili dai secoli seguenti XVI-XVIII e altre costruzioni recenti. Ognuna di esse è riconoscibile dal tipo di muratura e dalla forma di apertura delle finestre e delle porte, tutte riconducibili a quelle coeve nelle altre frazioni di Oira e di Pontemaglio. Tuttavia non si tratta, neppure per quelle anteriori al XVI secolo, di costruzioni rivolte alla difesa, quanto piuttosto destinate a gente dedita all'agricoltura e all'allevamento del bestiame.

La “casa nuova” da cui deriva il toponimo si trova al centro di Canova e con ogni probabilità risale al secolo XI-XII per la particolare tessitura delle murature di sostegno e la forma delle finestre ridotte quasi a feritoia. Si tratta di una costruzione rustica voluta dai nobili De Rodis di Pontemaglio. In vicinanza l'antico mulino presenta la stessa antichità ed analogie strutturali, come altre case della zona “al Toce”. La “casa nuova” presenta una decorazione di notevole interesse storico: si tratta di una fascia trasversale di pietre disposte a spina-pesce, che si riscontra anche in altre antiche abitazioni rustiche di proprietà della nobiltà ossolana o dei coloni ad essa dipendenti.

E' probabile che all'origine avesse un cortile recintato di difesa ed in vicinanza, stalle e depositi come i cascinali per la conservazione dei beni e degli animali.

Sotto il rustico balcone resta qualche traccia di un affresco attribuibile al pittore Giovanni De Campo del secolo XV, che negli anni '60 del secolo scorso è stata rimosso, nella parte non degradata, mediante strappo ed è ora conservato al Sacro Monte Calvario. Col passare dei secoli in vicinanza di questa che si può considerare la più antica abitazione, sorsero altre case in cui si insediarono le famiglie che si aggregarono alla piccola comunità di Canova che, come risulta dai documenti storici, non contava molti abitanti e possidenti nel XV secolo.

 

 

 

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