La Villa di Mezzo

La Villa di mezzo è quella che col tempo si estese maggiormente, espandendosi longitudinalmente da Est, dove su un croppo roccioso dominante si trova la minuscola frazione di Pioda, verso Ovest, ai piedi del dosso su cui è costruita la Villa superiore, fino ad incontrare e superare il riale Tapin che scende dal monte con un percorso assai ripido.

La Villa di Mezzo poté fruire più di tutte le altre delle acque del riale Tapin per l'uso domestico, del bestiame ed anche come fonte di energia meccanica.

In prossimità del riale è la località Pozzi (putei), luoghi destinati abitualmente per la macerazione della canapa.

Un mulino si trova, nella località dove il riale scorre più veloce che veniva chiamata località Froa, Frova o Frua cioè la cascata. La località Froa è posta sulla sponda destra e si trova in prossimità del ponte con cui la strada provinciale attuale attraversa il riale Tapin. Qui alcuni documenti antichi attestano la presenza di una Ferrera, cioè l’officina di un fabbro, del mulino oltre che qualche casa di abitazione.

La Villa di mezzo è attraversata dalla strada che, diramando dalla via Francisca, da Canova, passava presso la chiesa di S. Mattia, per dirigersi verso la Villa superiore e le altre zone abitate. La Villa di mezzo, nacque probabilmente dall’unione di piccoli gruppi di abitazioni e cascine allineate lungo il tratto di strada che dalla Pioda porta alla Froa. Fra questi estremi gruppi di case sorsero quelle di maggiori dimensioni fino a dare l’impressione che questo fosse il vero centro della comunità. A questo processo storico, che ha addensato un maggior numero di abitazioni in questa zona, si aggiunge il fatto che essa è anche baricentrale rispetto alle altre frazioni abitate e quindi fu opportunamente preferita per divenire il centro della comunità di Oira.

Conseguentemente nella Villa di Mezzo fu anche scelto il luogo principale di riunione della comunità e fu denominato la Piazza, situata nello spazio d’incontro delle due strade che attraversavano l’abitato longitudinalmente e trasversalmente.

La denominazione Piazza era già in uso dall’inizio del secolo XIV non solo come luogo di riunione, ma come nucleo abitato avente propria denominazione, distinta da Pioda e Frova.

In vicinanza sorse la prima cappella di S. Mattia che divenne poi la parrocchiale. Nella piazza, come resta tradizione antichissima in Ossola, si volle anche un segno religioso di riferimento. Perciò fu costruita un’edicola, con l’intento di sacralizzare in qualche modo questa piazza, dove si riunivano gli uomini di Oira per prendere tutte le decisioni più importanti. Questo spazio è attualmente diversamente limitato, oltre che dalla ristrettezza della strada anche dagli edifici sorti in vicinanza: la Chiesa parrocchiale e l’Oratorio di S. Sebastiano, a cui si devono aggiungere le antiche abitazioni, il lavatoio pubblico e il forno del pane, oltre il Riale, alla Froa.

La Cappella della Madonna di Loreto, demolita in gran parte nel secolo scorso, si estendeva mediante un portico a congiungersi con l’Oratorio di S. Sebastiano, a cui però preesisteva, coprendo parte della piazza. Qui era l’arengo degli Oiresi fino alla fine del secolo XVIII.

Tra le abitazioni più antiche è da rilevare la casa cinquecentesca della famiglia Del Riale, che si affaccia, mediante un cortiletto chiuso sulla Piazza. Apparteneva alla famiglia Del Riale colui che volle la costruzione della Cappella della Gera. La casa ha una struttura particolare perché si tratta di una costruzione binata, fatta cioè per le famiglie di due fratelli, con tutti gli elementi di accesso distinti (scale e porte) in posizione simmetrica, ma con un unico cortiletto antistante e portale di accesso. Sull'architrave delle porte binate dai possenti stipiti si legge la scritta 1584, mentre sull'architrave della porta del cortiletto resta inciso il monogramma di S.Bernardino.

 

 

 

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